E’ un’equazione… (3)
...continua da Parte Prima e Parte Seconda.
L'equazione: i soldi
Nella prima parte avevo detto:
"Ma dando per scontata un minore libertà di movimento in termini di tempo, posso lavorare all’aumento di un’altra libertà: i soldi."
e poi
" io mi posso permettere di cercare di fare i soldi perché ho ormai dimostrato di non lasciarmi condizionare da loro."
Ora, a parte le sensazione di colpa e piacere dell'autocitazione, vediamo di approfondire questo concetto.
Premessa: i soldi sono un Tabù
A causa di due millenni di lavaggio psicologico d'oltretevere (ove vige uno Stato notoriamente allergico al denaro), abbiamo un riflesso condizionato secondo il quale i soldi sono un male, magari necessario, ma sempre un male.
L'ideale é disfarsene (possibilmente dandoli a loro) e passare per la cruna dell'ago.
Povero é bello.
Ora, questo é sia vero che falso.
Vero nel senso che non essere schiavi dei propri desideri materiali ci libera e ci permette di innalzarci a livello spirituale. La cosa é stata provata ed approvata da chiunque abbia viaggiato a lungo termine con 10 euro al giorno da spendere.
Via le puttanate e concentriamoci senza distrazioni sulla vita.
Che poi scopriamo bella e vera.
Questo intendevo con il "ho ormai dimostrato di non lasciarmi condizionare da loro": so per esperienza che si può essere estremamente felici con estremamente pochi soldi.
E' una conoscenza molto preziosa.
Falso nel senso che i soldi non sono cattivi. Sono dei pezzi di carta, metallo e sempre più spesso semplici bit digitali.
Sono ottimi "ricettori di intenzioni", nel senso che acquistano una qualità negativa e positiva a seconda delle intenzioni di chi li maneggia.
Quindi, i soldi possono essere buoni.
Se io ho 1000 euro e li spendo per un progetto che salva la vista a 100 bambini, non mi puoi convincere che siano cattivi.
Un passo indietro: se io non ho quei 1000 euro ma lavoro per ottenerli, quindi ho come obiettivo il conseguimento dei soldi per poi salvare la vista ai bambini, non mi puoi convincere che sono schiavo dei soldi.
Un passo in parte: se io sto cercando di guadagnare 10.000 euro per poi spenderli per fare il giro del mondo e di conseguenza capire, accrescere la mia cultura, uscire dal circuito consumista e potenzialmente diventare una persona migliore...non c'é immoralità in questo perseguimento del denaro.
Un passo verso di me
Se io ho un'attività che mi permette di tirare avanti anche se non troppo bene in Italia, ma devo stare in Italia, se non voglio tornare nel giro del guadagna-molto-spendi-male, e se vedo la possibilità di aumentare questi guadagni perché più soldi ho e più sono libero...faccio bene a perseguire il denaro?
Perché se avessi, a parità di lavoro, invece di 1000, 5000 euro al mese, sarei meno libero?
No, sarei più libero.
Potrei prendere l'aereo e andare in Messico al matrimonio del mio amico, anche se poi ci sto solo un mesetto.
Mentre se ne guadagno 1000, ecco che 800 di aereo per stare poco tempo, diventano troppi, e forse dovrò rinunciare.
Se avessi 5000 euro al mese potrei comprare quella famosa casa e fare il famoso TripCentre.
E non si tratta solo di tot al mese
No, perché quello che io sto mettendo in piedi non é un'attività di panettiere che richiede la mia presenza quotidiana, ma un sistema autoreggente.
L'obbiettivo non é avanzare di carriera e prendere sempre più soldi al mese dal mio capo.
Io sono il mio capo e miei soldi arrivano da un sistema che va avanti nonostante me.
Già ora, se prendo un mese di ferie, i soldi continuano ad entrare.
Già il giro del mondo del 2004 era basato su questo concetto: ho passato l'attività a mio fratello, mi sono tenuto una percentuale ridotta, e mi sono preso un anno intero di intera libertà.
Quanti euro vale un anno di libertà?
Se io riesco a renderlo più indipendente, con meno bisogno di intervento umano, ecco che magari riuscirò a dire "ok, d'ora in poi ci dedico solo 3 giorni alla settimana", oppure solo 6 mesi all'anno.
Ma questi sono casi estremi che servono solo a spiegare la flessibilità insita nel mio progetto.
L'obiettivo é avere la libertà di fare quello che mi sento di fare nel momento in cui lo voglio fare.
Vi posso dire che se dovesse essere paragonato a un salario, sarebbe da Top Manager.
Conclusione
Se avessi 5000 euro al mese potrei perseguire i miei obiettivi, che sono buoni, per cui i soldi se arrivano sono buoni, e in questo momento per me perseguire i soldi é buono.
Questo perché sono una delle variabili dell'equazione sulle quali ora posso agire e perché il mio progetto é buono.
TripSchei, insomma.

5 commenti
Thaifell · 3 novembre 2008
Sawasdee Krap Tripluca!...
grande post!..
è la prima volta che scrivo,anche se è un anno che leggo il tuo blog.
Vivo anca mi in provincia de Venessia!,anche se son Trevisàn..ehehe.
Volevo solo dirti che condivido come non mai questo tuo post.
I soldi sono come la polvere da sparo...molti ci fanno i fuochi d'artificio per incantare la gente nelle loro feste,
gli altri la usano per uccidere le persone.
Condivido questo tuo post perchè anche io sto raggiungendo questo obbiettivo,
riuscire a fare (e andare) dove voglio nel momento che voglio,senza dover dire "azz,non ci arrivo con la granella,peccato dover rinunciare".
Ci sto arrivando eh!!..manca poco,e poi quel "automatismo" salariale/mensile garantito mi aiutera' a perseguire i miei progetti/viaggi/esperienze/ VITA VERA! (imho,of course..per molti il "non viaggiare" e accontentarsi di poco in loco è il massimo delle aspettattive),
condivido questo post anche perche c'è la chiave di tutto secondo me,
che alla fine uno con decide cosa è meglio per lui,viaggiare,stare a casa con la famiglia o altro...ma l'importante è "avere la liberta' di decidere" e non essere direzionato nelle decisioni,dal malessere e dalle spese quotidiane e dai debiti che,come un acido,ti corrodono lentamente l'anima."Ci vogliono isolati,tristi e soli"...e lo fanno con la forza dei debiti....ma una volta capito quale è il loro obbiettivo,beh,si puo' combattere contro perchè la soluzione vien piu' facilmente se si conosce la "malattia".
anyway,
è sempre bello trovare grazie al web che esistono persone che hanno la tua stessa "malattia",quella sorta di "malcomune" che si solleva un po' e ti fa sentire meno "strano"......
ciaooooouuu
: )
Thaifell
Gianni · 3 novembre 2008
Ok Luca, i tuoi scritti stanno prendendo una piega che mi piace. :)
Come ci si può relazionare, dopo anni di libertà, al denaro?
Il tuo atteggiamento mi sembra saggio, ma attenzione, anche per chi non si sente condizionato dai soldi, la possibilità che lo sterco del demonio (citando il bel libro di Massimo Fini), con il tempo si insinui nella tua anima.
Comunque il discorso libertà - soldi è piuttosto complicato, soprattutto perchè la nostra società è strutturata in modo tale da limitare la libertà. Se io riesco a guadagnare bene solitamente non posso permettermi di mollare il giro, altrimenti devo ripartire da capo una volta che me ne sono andato e tornato indietro.
L'equilibrio è difficile da raggiungere, le variabili sono tante. Ognuno ha le sue personali che, come diceva Luca, cambiano nei vari momenti della vita. Però imparare a maneggiare queste variabili e a tenerle sotto controllo è una sfida affascinante!
teresa · 6 novembre 2008
Come cavoli a merenda !!!!!
Nessun commento sul post ... sei sempre grande .....
C'è un compleanno in giro ?????
Volevo solo farti tantissimi auguri ...e un abbraccio ......
panda (Marco) · 9 novembre 2008
troppo avanti...me lo rileggo tre volte e poi lo capisco..anche se sento che tutto ciò è fondamentalmente giusto..
E/S · 10 novembre 2008
Guarda, da un punto di vista ingegneristico, stai cercando di ottimizzare la tua felicita', e giustamente ti domandi che obiettivi vuoi raggiungere (non per forza materiali: anche liberta' e viaggi sono obiettivi, ovviamente). Definisci BENE quello che vuoi... e poi si', hai ragione: e' dinamico. Non vogliamo sempre le stesse cose man mano che la nostra vita evolve.
Io attivamente mi sono spaccato la testa per un bel po', prima di trovare una soluzione. O per lo meno: quella che sembra una soluzione. Lavorare in universita': c'e' tanta liberta', e sei lavori con l'informatica e sai trovarti le tue nicchie, non importa da quale parte del mondo stai facendo ricerca, ti basta un portatile e una connessione.
Per parlare del fatto che come 'mercenario' puoi lavorare in momenti diversi della vita in universita' diverse, e il mondo ne e' pieno.
Inoltre hai lunghi periodi 'morti' da investire nei viaggi - magari stai lavorando in sud america: bene, occasione per girarla un bel po' nelle lunghe vacanze che puoi concederti.
Ah, ovviamente gli stipendi in certi posti sono molto alti; cosa che ti permetterebbe di risparmiare per poi goderti i frutti del tuo lavoro viaggiando, o semplicemente di trasferirti in qualche paese "low".
Ora, non ti assicuro che funzioni. La mia avventura e' appena iniziata e le variabili sono troppe per poter giudicare. Dovro' aspettare anni per poterlo dire con certezza. Ma in tanto ho cominciato a muovermi...
Grazie per il bel sito!